UNA STORIA DI PORTE APERTE AL FUTURO
Dal Friuli al mondo, dalla meccanica al progetto. In quarant’anni di storia aziendale, Breda ha trasformato il portone in un elemento architettonico, costruendo un’identità che unisce industria e territorio, design italiano e visione.
Siamo abituati a misurare il tempo in ore, giorni e anni, ma per alcuni viene invece scandito da scelte ambiziose, innovazioni, investimenti e persone che, giorno dopo giorno, partecipano a una stessa visione del fare impresa.
Quello appena iniziato non è un anno qualsiasi, o almeno non lo è per Breda che il primo agosto 2026 celebrerà i suoi primi 40 anni di attività. Un traguardo raggiunto non solo come storico produttore di chiusure, ma soprattutto in qualità di punto di riferimento per chi progetta, costruisce e immagina lo spazio abitato e del lavoro.
Fondata nel cuore del Friuli nel 1986, Breda è cresciuta insieme a un settore che ha cambiato volto. Da elemento tecnico, il portone si è rapidamente evoluto, diventando parte del comfort e dell’identità di un edificio. E a rendere possibile questo passaggio – soprattutto nel mercato italiano – è stata proprio un’intuizione firmata Breda.
L’idea che ha cambiato il garage
Spesso le idee migliori si trovano guardando verso orizzonti lontani. Per Breda erano quelli del Nord Europa dove alla fine degli anni Ottanta si stava facendo largo una nuova tecnologia per la chiusura del garage.
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Quando Enrico Breda portò per la prima volta in Italia la tecnologia del portone sezionale, la sua intuizione anticipava una trasformazione che avrebbe cambiato il modo di pensare la rimessa per auto, l’involucro edilizio e persino la facciata della casa. All’epoca il garage era ancora uno spazio marginale, chiuso da serrande pesanti e poco integrate con l’architettura. Il portone sezionale rappresentava quindi ottimizzazione dello spazio, maggiore sicurezza, prestazioni superiori e un nuovo rapporto tra interno ed esterno.
Da questa tecnologia, l’azienda friulana ha costruito una traiettoria fatta di innovazione continua, industrializzazione intelligente e una forte identità legata al Made in Italy.
🔗 STRAORDINARIAMENTE SEZIONALEAll’apparenza è un gesto semplice: il portone si solleva e scompare verso l’alto. In realtà è una piccola rivoluzione progettuale. I pannelli scorrono lungo guide laterali e si allineano lungo il soffitto, liberando completamente lo spazio del garage e consentendo di non dover scendere dall’auto per azionare l’apertura automatizzata.
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Dal prodotto all’azienda. Parola d’ordine: evolvere
Mentre il portone sezionale diventava sempre più centrale nel progetto architettonico, anche il ruolo di Breda evolveva. La crescita dell’azienda ha seguito quella del prodotto, da soluzione tecnica a componente dell’involucro edilizio, capace di incidere su comfort, sicurezza ed estetica.
In questo percorso, la nascita di Sicom e Bremet ha segnato un passaggio decisivo. Integrare progettazione, ingegnerizzazione e lavorazioni specialistiche ha permesso a Breda di controllare ogni fase del processo, trasformando la fabbrica in un laboratorio in cui tecnologia e progetto dialogano ogni giorno. È così che l’offerta si è ampliata, passando dal mondo residenziale ai grandi spazi industriali, dai garage privati ai centri logistici, senza perdere coerenza.
Materiali, superfici e prestazioni hanno quindi iniziato a muoversi nella stessa direzione. Acciaio, legno, resine e persino mosaici: ogni finitura è un racconto estetico che si affianca all’attenzione scrupolosa verso la performance tecnica – sicurezza, semplicità d’uso e isolamento termico. Tecnologie spesso non visibili a una prima occhiata, ma determinanti nella pratica quotidiana.
🔗 PORTONI UNICI, COME PERLEBreda ha sviluppato una competenza che va oltre la produzione industriale: la capacità di dare forma a qualsiasi idea di portone. Grazie a una profonda esperienza tecnica e progettuale, ogni chiusura può essere costruita su misura, adattando struttura, materiali e finiture al linguaggio dell’edificio.
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Made in Italy, per davvero
In uno scenario in cui molte filiere si disperdono, Breda ha scelto di continuare a investire sul proprio territorio. A Sequals, nel cuore del Friuli, continuano a convivere progettazione, produzione e ricerca: è qui che ogni sistema di chiusura nasce, viene ingegnerizzato e testato, prima di raggiungere i cantieri di tutto il mondo.
Questo radicamento nel territorio è anche una scelta culturale. Tecnici, progettisti e operai provengono in gran parte dall’area friulana, portando con sé una tradizione manifatturiera che si riflette nella cura del dettaglio, nella qualità delle finiture e nell’affidabilità dei prodotti. Un Made in Italy autentico che esprime uno stile preciso, fatto di controllo della filiera, personalizzazione e attenzione all’impatto ambientale.
🔗 BENVENUTA GO ITALIANel 2023 Breda ha scelto di acquisire la vicina CAME GO, oggi GO Italia, ampliando il proprio perimetro industriale. Un’operazione che ha permesso di rafforzare competenze, sinergie e capacità produttive dei due marchi, avviando così una nuova fase di crescita a chilometro (quasi) zero.
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Verso nuovi obiettivi
Ma cosa attende Breda oltre il traguardo dei quarant’anni? L’attivazione della nuova linea di produzione pannelli, entrata in funzione all’inizio del 2026, è un esempio concreto di questa direzione: più capacità produttiva, maggiore precisione e tempi di risposta ancora più rapidi.
Un passo che rafforza la qualità del prodotto e la solidità del sistema industriale, permettendo all’azienda di affrontare i prossimi anni con una struttura ancora più efficiente e pronta a sostenere le nuove evoluzioni del progetto.








