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L’EDIFICIO INDUSTRIALE PROTAGONISTA DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Se una volta apparivano come isole energivore, oggi le aree industriali possono rappresentare un tassello centrale della transizione ecologica, grazie a edifici che riducono i propri consumi, producono, accumulano e persino condividono energia. Tutto comincia però prima ancora degli impianti, ovvero dall’involucro: il punto più delicato da progettare per evitare sprechi e inefficienze.

Solo in Europa, gli edifici sono responsabili di circa il 40% dell’energia consumata: un dato che riflette anche lo stato di gran parte del patrimonio esistente che ha prestazioni ancora insufficienti rispetto agli standard minimi di sostenibilità. Un dato che rende chiaro come per attuare la transizione energetica sia necessario iniziare proprio da qui, ovvero trasformare gli immobili – qualsiasi sia la loro destinazione d’uso – da soggetti passivi a strutture capaci di produrre, gestire e scambiare energia. Il primo passo guarda, non a caso, al mondo produttivo, caratterizzato da impianti industriali ampi, energivori e sempre più numerosi.

C’è però un principio che gli esperti ripetono come premessa fondamentale: l’efficienza viene prima della generazione. Non ha infatti senso “elettrificare l’inefficienza” riempiendo di impianti all’avanguardia un edificio che disperde energia e consumi, per questo isolamento, tenuta e schermatura vanno considerati a monte. E in un’architettura industriale l’involucro vede nelle aperture un punto critico evidente, ecco perché il portone rappresenta una vera leva di prestazione.

L’involucro perfettamente isolato

Ridurre i consumi significa, per prima cosa, limitare le dispersioni. In uno stabilimento la temperatura costante trova i suoi ostacoli principali dove l’involucro si interrompe: un portone poco isolato, o che resta aperto a lungo durante il via vai di mezzi e merci, vanifica in pochi minuti il lavoro di pareti e coperture coibentate. Ogni finestra, porta o portone, in fondo, è un varco che mette in comunicazione dentro e fuori, e su questo scambio si gioca una buona parte del bilancio energetico dell’edificio.

Porte Rapide Thunder di Breda: Massima Efficienza nella Catena del Freddo

Due sono le strategie a cui potersi affidare: da un lato l’isolamento del manto, che riduce la trasmissione del calore anche a portone chiuso; dall’altro la velocità di apertura e chiusura, che accorcia il tempo in cui l’ambiente interno resta esposto. Due benefici da poter combinare nella medesima soluzione.

🔗 THUNDER, LA PORTA RAPIDA COIBENTATA CHE ISOLA DAVVERO

Thunder è la porta rapida Breda dal manto in alluminio a doppia parete, con uno spessore di 50 millimetri che le conferisce prestazioni di isolamento termico e acustico fuori dal comune. Il sistema di avvolgimento a spirale su guide in polietilene permette ai pannelli di non toccarsi in fase di movimento, scongiurando i danni dell’usura, tanto da garantire fino a tre milioni di cicli. In discesa una barriera di fotocellule a 22 raggi blocca subito la corsa al primo transito, mentre in sollevamento viaggia a una velocità di 2 metri al secondo. L’ideale per ambienti che necessitano di un isolamento impeccabile, come nel caso di catene del freddo, cabine di verniciatura o reparti rumorosi.

APPROFONDIMENTO

Automatizzare per ridurre gli sprechi

Un aspetto oggi sempre più importante per ottimizzare i consumi energetici è l’automazione. Al di là delle singole linee produttive, un edificio industriale evoluto deve saper gestire i propri flussi, dialogare con gli impianti e adattare il proprio funzionamento a ciò che serve, momento per momento. Anche le aperture rientrano naturalmente in questo disegno.

Esattamente come per l’illuminazione e il riscaldamento, anche le chiusure sezionali possono essere gestite tramite sistemi domotici e automatizzati, che consentono di controllare e movimentare più chiusure tramite un’unica interfaccia da remoto. Una soluzione che garantisce sicurezza in ogni istante e un’efficienza energetica superiore.

🔗 AUTOMAZIONI INDUSTRIALI: IL PORTONE SI FA SMART

I portoni industriali Breda sono dotati di motorizzazioni all’avanguardia che possono essere integrate all’interno dei sistemi gestionali e domotici di qualsiasi stabilimento. Alla base c’è una gamma di motori a traino e a presa diretta, disponibili in diverse potenze, per aprire e chiudere in sicurezza portoni di qualsiasi dimensione. Sistemi di comando domotici e con gestione da remoto ottimizzano la gestione delle chiusure che possono sempre contare su dispositivi di sicurezza automatizzati, movimentazioni programmabili e consumi in stand-by anche inferiori a 0,5 W.

APPROFONDIMENTO

La luce al servizio del lavoro

Per produrre attivamente energia e soddisfare autonomamente il proprio fabbisogno, la scelta più diffusa è sicuramente quella di dotarsi di sistemi fotovoltaici: l’accumulo costa meno di un tempo e ha contribuito anche alla nascita di comunità energetiche, che portano lo scambio oltre i confini del singolo edificio. La stessa risorsa può però essere utilizzata anche in modo più semplice e naturale, sfruttando la luce del sole per rischiarare gli spazi di lavoro, solitamente illuminati da lampade a LED.

Il risparmio sui consumi elettrici è immediato, e l’ambiente di lavoro ci guadagna in salubrità e resa. Anche le grandi aperture possono contribuire: un portone con sezioni vetrate trasforma una superficie altrimenti cieca in una fonte di luce, senza cedere nulla sul fronte dell’isolamento e della sicurezza. Anche la chiusura finisce così per pesare sulla bolletta, in positivo questa volta.

🔗 BOOK LINE: GRANDI PORTONI PER DARE SPAZIO ALLA LUCE

Ampi e facili da installare, i portoni a libro Book Line di Breda si adattano praticamente a qualsiasi varco e, grazie allo scorrimento e all’impacchettamento delle ante, occupano pochissimo spazio. Ma è sul fronte della luce che danno il meglio: possono ospitare oblò anche di grandissime dimensioni, oppure disporre di pannelli totalmente trasparenti. Così anche una grande chiusura diventa una fonte di luce naturale, che nelle ore diurne riduce il bisogno di illuminazione artificiale, abbassando i consumi e rendendo gli spazi di lavoro più chiari.

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